PIVOLIO, Processi Innovativi per la Valorizzazione dell’OLIO extravergine di olive, è un progetto per dare un’identità all’EVO (Olio Extravergine di Oliva) di qualità pugliese.

La ricerca, finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013, ha coinvolto 400 aziende delle tre province di Foggia, Barletta-Andria-Trani e Bari, fra cui, appunto l’Azienda agricola Villa Uva.

Per la prima volta, l’Università degli Studi di Bari, l’Università del Salento, il CNR (Istituto di Fisiologia Clinica) di Lecce, il CRA-OLI di Rende (Cosenza), il Consorzio Carso, Oliveti Terra di Bari, Apuliabiotech e le aziende agricole produttrici direttamente coinvolte hanno collaborato assieme per sfruttare le risorse messe a disposizione al fine di certificare la qualità dell’olio extravergine di oliva mediante tecniche all’avanguardia per:

  • favorire la scelta consapevole del consumatore;
  • valorizzare il prodotto sul mercato;
  • contrastare, in modo sinergico, frodi e contraffazioni;
  • difendere il lavoro e l’impegno di centinaia di migliaia di produttori il cui lavoro non viene riconosciuto sa sempre.

Sì è così proceduto alla creazione di una carta d’identità dell’olio extravergine di oliva pugliese partendo da alcune fra le cultivar più rappresentative della produzione pugliese: Coratina, Ogliarola, Cima di Mola e Peranzana.

Dopo una prima individuazione delle aree geografiche interessate dal progetto sono stati georeferenziati 450 alberi (di cui tre nell’Azienda agricola Villa Uva), ognuno dei quali è stato munito di una targa recante un codice alfanumerico d’identificazione. Partendo dall’identificazione genetica degli alberi di oliva da cui sono state raccolte le olive che hanno permesso la produzione di olio monovarietale (mediante la tecnica della micromolitura), si è passati alla sua caratterizzazione che è avvenuta non solo mediante le analisi previste dalla normativa di legge vigente in materia (analisi merceologica e panel test), ma anche con l’uso della Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e delle reti neurali artificiali. Quest’ultime, utilizzando 24 variabili della RMN, permettono, infatti, di determinare il tipo di cultivar da cui proviene un campione di olio extravergine di oliva. In questo modo, è stato costruito per la prima volta in Puglia il primo database dell’olio extravergine di oliva relativo alle quattro cultivar considerate.
foto mappatura
Infine, gli oli prodotti dalle quattro cultivar sono stati valutati dal punto di vista nutraceutico, per il loro effetto anti-infiammatorio, in vitro e su cellule endoteliali umane.

Il Direttore scientifico dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, Antonio Moschetta ha spiegato: “Studieremo con metodiche di ultima generazione gli effetti antinfiammatori ed antitumorali delle diverse cultivar ed i micronutrienti di terreno dove gli alberi crescono per identificare tutte le componenti del prodotto, dagli acidi grassi fino ai costituenti minori. Ci proponiamo di creare un database che possa servire ai produttori per sostenere scientificamente il loro prodotto e ai consumatori per essere informati sulla provenienza e sulle proprietà dell’olio che stanno assumendo”.

Tutti gli studi hanno dimostrato l’elevato effetto anti-infiammatorio dei quattro oli monovarietali, principalmente quello della Coratina che presenta il maggior contenuto in polifenoli.

Ulteriori approfondimenti sul progetto potranno essere acquisiti mediante la consultazione del sito www.pivolio.it

SOGGETTI ATTUATORI

 

OR 1. COLLEZIONAMENTO DELLE FOGLIE E DEI CAMPIONI DI TERRENO. ANALISI DEI CAMPIONI DI DNA E DEL TERRENO

  • 1 Individuazione degli alberi d’olivo nelle aree geografiche interessate
  • 2 Attribuzione del codice alfanumerico;
  • 3 Installazione dei sensori di umidità e temperatura;
  • 4 Raccolta foglie e meristemi;
  • 5 Collezionamento dei campioni di terreno ed analisi dei suoi componenti;
  • 6 Collezionamento delle foglie ed analisi genetica del DNA estratto.

 

OR 2.  Raccolta delle olive, produzione di olio in laboratorio ed acquisizione degli spettri NMR

  • 1 Raccolta delle olive delle quattro cultivar (Cima di Mola, Coratina, Ogliarola, Peranzana);
  • 2 Produzione di olio monovarietale in laboratorio con l’uso di micromolitori;
  • 3 Analisi NIR (Near Infra Red) dell’olio monovarietale;
  • 4 Acquisizione degli spettri di RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) mediante due piattaforme di metabolomica;
  • 5 Identificazione degli oli monovarietali mediante l’uso di reti neurali artificiali.

 

OR 3.  Analisi merceologica dell’olio e panel test

  • 1 Analisi merceologica degli oli monovarietali prodotti in laboratorio con micromolitori;
  • 2 Panel test degli oli monovarietali prodotti in laboratorio con micromolitori;
  • 3 Identificazione delle componenti di RMN che partecipano alle proprietà organolettiche.

 

OR 4.  Influenza delle variabilità pedoclimatiche sull’olio di oliva extravergine monovarietale

  • 1 Rilevazione dei dati di umidità e della temperatura mediante microsensori;
  • 2 Incisività delle variabili climatiche sulla qualità degli oli.

 

OR 5.  Nutraceutica e potere anti-ossidante ed anti-infiammatorio degli oli extravergini di oliva monovarietali

  • 1 Studi in vitro su colture di epatociti primari e stabilizzati;
  • 2 Studi in vitro su colture primarie di endotelio vascolare umano;
  • 3 Studi in vivo su modello animale di infiammazione intestinale;
  • 4 Analisi dei dati.

 

OR 6.  Certificazione degli oli extravergini di oliva monovarietali

  • 1 Certificazione degli oli extravergini di oliva monovarietali;
  • 2 Valorizzazione del prodotto: Tracciabilità di filiera;
  • 3 Confezione della bottiglia con etichetta certificata.

 

OR 7.  Confronto dell’olio extravergine di oliva monovarietale con le DOP

  • 1 Confronto sulla presenza di elementi in tracce;
  • 2 Confronto dei pattern di RMN

 

OR 8.  Sviluppo del database degli oli di oliva extravergini monovarietali